Siria, avanza l’esercito turco. Germania e Francia bloccano la vendita armi

Germania e Francia hanno bloccato la vendita di armi alla Turchia

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Andrea Palci
Laureato in Economia, esperto di politica, economia, sondaggi elettorali ed altri argomenti economici legati alla politica nazionale ed internazionale. Nato a Roma con interesse anche per scienza e spettacoli. -- via Nomentana 21 00161, Roma -- tel 393 4439344

La Germania e la Francia hanno bloccato la vendita di armi alla Turchia, seguendo l’esempio dell’Olanda dei giorni scorsi. A darne l’annuncio è stato il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, che ha anticipato il Consiglio degli Affari Esteri dell’UE, il quale dovrà decidere su eventuali sanzioni alla Turchia per l’avanzata dell’esercito dal Nord della Siria. Secondo fonti locali sarebbe confermata la conquista della città di Ras Al-Ayn, nonostante la smentita delle milizie curde, ma con l’entrata in città che era stata confermata anche dall’Osservatorio dei diritti umani della Siria. Ora l’esercito di Ankara si concentrerà sulla città di Tel Abyad, per il quarto giorno dalla partenza dell’operazione “Fonte di pace”, che ha generato molte critiche a livello internazionale.

In Italia ancora non sono state bloccate le vendite di armi alla Turchia, con il segretario del PD, Nicola Zingaretti, che ha invitato a farlo. Il premier Conte potrebbe aspettare l’annuncio del Consiglio degli Affari Esteri, mentre il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha attaccato Erdogan per la minaccia di spedire migranti in Europa, dopo la convocazione dell’ambasciatore dei giorni scorsi.

Le sanzioni da parte degli Stati Uniti

Sono attese sanzioni anche dagli Stati Uniti, con Donald Trump che avrebbe alcuni senatori e deputati repubblicani che potrebbero votare con i democratici a favore delle sanzioni. Per questo aveva lui stesso minacciato sanzioni, dopo aver attaccato i curdi per la questione Normandia, alla Turchia, nonostante sia proprio la sua decisione di ritirare le truppe che ha causato quest’operazione. Ci sarebbe stato anche un bombardamento a postazioni americane, a nord est della Siria, nella zona di Kobane, con gli Stati Uniti che continuano a chiedere chiarimenti alla Turchia, la quale potrebbe aver lanciato alcuni colpi per far allontanare ulteriormente le truppe americane.

Sulla vicenda è intervenuto anche l’inviato speciale contro l’Isis ai tempi di Obama ed anche di Trump, Brett McGurk, che ha spiegato come il bombardamento delle ultime ore sulle postazioni americane non è stato un errore: “Sono un avvertimento su una posizione che era a conoscenza della Turchia”, sottolineando come gli Usa avevano comunicato le loro postazioni all’esercito turco.

 

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