Siria, oltre 1.000 prigionieri Isis sono scappati dalle prigioni

Ci sarebbero almeno 1.000 prigionieri Isis che sono fuggiti dalle prigioni in Siria

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La guerra in Siria tra esercito turco e curdi va avanti, con i bombardamenti dei giorni scorsi che hanno permesso ad oltre 1.000 famiglie di prigionieri dell’Isis di uscire dalle prigioni dove erano tenuti, creando un grosso rischio anche per l’Europa, dove potrebbero fare ora approdo. Dall’Italia per ora non ci sono state prese di posizioni nette, con il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che ha lanciato delle appelli alla Turchia (convocando l’ambasciatore turco in Italia), ma senza mettere nero su bianco lo stop alle armi, come è stato fatto da Francia e Germania nelle ultime ore. Si parla solamente di uno stop alle nuove licenze sulle armi dalla Farnesina.

Negli Stati Uniti arrivano le prime critiche ufficiali alla decisione di Trump di ritirare le proprie truppe, con le conseguenze che sembrano già ingenti, tra vittime anche tra i civili e prigionieri Isis in fuga, vanificando parte del lavoro degli ultimi anni.

Raid su convoglio di giornalisti

Ci sarebbe stato un raid militare su un convoglio di giornalisti, con almeno un reporter morto, dopo l’uccisione di ieri dell’attivista per i diritti delle donne, Hevrin Khalaf. Anche una giornalista di France2, Stephanie Perez, ha confermato l’offensiva, con dei colleghi che sarebbero morti. Non ci sono notizie sulla nazionalità del reporter ucciso, che si trovava in un pullman insieme ad altri giornalisti. Stephanie Perez era a bordo del pullman ed ha confermato la perdita di almeno un reporter. In totale sarebbero 60 i civili uccisi dall’inizio del conflitto che sono stati confermati dalle organizzazioni.

Macron: “Intervenire contro la Turchia”

Il presidente francese, Emmanuel Macron, si è unito all’appello tedesco sulla necessità di andare contro l’offensiva turca, con oggi che è in programma un Consiglio europeo degli Affari esteri, dove potrebbero essere ufficializzate delle decisioni in merito. Le truppe americane non sembrano tornare indietro sulla decisione di ritirarsi dal nord della Siria, con lo spazio lasciato libero che è stato già occupato dall’esercito di Ankara.

Possibile accordo Assad-curdi

Le milizie curde hanno confermato l’esistenza di un accordo con il governo siriano per l’ingresso dell’esercito nelle prossime 24 ore a protezione di due città chiave per i curdi: Manbij e Kobane. Questo è stato fatto per evitare che due città strategiche possano finire in mano turca nel giro di poche ore.

 

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