Finale di Champions ad Istanbul, Spadafora: “Non si giochi lì”

Il ministro Spadafora ha inviato una lettera all'Uefa per chiedere lo spostamento della finale di Champions

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Andrea Palci
Laureato in Economia, esperto di politica, economia, sondaggi elettorali ed altri argomenti economici legati alla politica nazionale ed internazionale. Nato a Roma con interesse anche per scienza e spettacoli. -- via Nomentana 21 00161, Roma -- tel 393 4439344

Il 30 maggio 2020 è prevista la finale di Champions League ad Istanbul, nello Stadio Olimpico Atatürk. La vicenda legata alla Siria, con le proposte di sanzioni da parte degli Usa e da parte dell’Europa, ha portato al centro della discussione anche la finale di Champions. Germania e Francia hanno già bloccato la vendita di armi alla Turchia, cosa che è stata ribadita anche dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ma ora il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora (M5S), vorrebbe spostare anche la sede della prossima finale Champions e per questo ha inviato all’Uefa ed al suo presidente, Alexander Ceferin, una lettera a nome del Governo per chiederne lo spostamento.

“È inopportuno tenere la finale Champions ad Istanbul, alla luce degli atti gravissimi contro la popolazione curda e con il quale l’Ue condanna l’operazione militare turca”, queste le parole del ministro all’interno della lettera.

La proposta era stata lanciata su Twitter da Marco Mazzocchi ed è seguita dagli appelli del PD, di Più Europa e di Italia Viva. Anche Fratelli d’Italia si è unita alla richiesta, che ha firmato una petizione parlamentare. “È giusto che un evento importante a livello sportivo e che ha cadenza annuale venga svolto in un Paese aggressore?”, questa la domanda posta dal vicesegretario di Più Europa, Piercamillo Falasca.

Ora si dovrà attendere una decisione da parte dell’Uefa, che ieri ha fatto svolgere regolarmente la gara per le qualificazioni europee tra Francia e Turchia: “Revocare una finale di Champions è un atto forte, non siamo ancora in grado di parlarne”, ha spiegato Michele Uva, vicepresidente dell’Uefa, sottolineando che questa ipotesi verrà valutata insieme al presidente Ceferin, ma che al momento sembra prematura.

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