Siria, Erdogan pronto ad andare avanti. Oggi arriva Pence in Turchia

La Turchia non intende fermare la sua avanzata in territoria curdo

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Andrea Palci
Laureato in Economia, esperto di politica, economia, sondaggi elettorali ed altri argomenti economici legati alla politica nazionale ed internazionale. Nato a Roma con interesse anche per scienza e spettacoli. -- via Nomentana 21 00161, Roma -- tel 393 4439344

Il presidente turco Erdogan non intende cessare il fuoco, come è stato richiesto da molti Paesi europei e dagli Stati Uniti ed ha sottolineato di non essere preoccupato per le ultime parole di Donald Trump, che ha preso una posizione più critica nei suoi confronti, autorizzando le prime sanzioni contro tre suoi ministri. Nella giornata di oggi il vicepresidente americano, Mike Pence, sarà in Turchia per affrontare il tema dell’offensiva turca, insieme al segretario di Stato, Mike Pompeo ed il Consigliere per la sicurezza nazionale Mike O’Brien.

Donald Trump ha convocato i leader del Congresso alla Casa Bianca, sia democratici che repubblicani, per fare un punto sulla questione dell’offensiva turca in Siria. La Camera vuole votare una risoluzione per bocciare la decisione del presidente Trump di ritirare le truppe americane: decisione che ha dato il via libera alle forze di Erdogan che hanno potuto avanzare al confine. I democratici chiedono un piano preciso nella lotta contro l’Isis, che Donald Trump aveva dichiarato sconfitto, ma che evidentemente non è del tutto così, con gli oltre 1.000 prigionieri che sono scappati dalle prigioni curde, dopo l’attacco curdo.

Chiesto l’intervento dell’Onu

Gli Stati Uniti chiedono alle Nazioni Unite di intervenire sul tema turco: “Il mondo sta assistendo senza fare nulla ad un crimine di guerra della Turchia nei confronti dei curdi, che hanno combattuto le forze dell’Isis”, queste le parole dell’Associazione giuristi democratici degli Stati Uniti, che criticano l’Onu per la sua posizione neutra tenuta fino a questo punto. Si chiede un intervento più deciso sulla Turchia, per cercare di arrivare al cessate il fuoco che molti Paesi hanno chiesto.

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