Pensioni Quota 100, Tinagli: “Misura costosa, io l’avrei tolta”

Irene Tinagli ha spiegato che secondo lei potesse essere tolta Quota 100

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Dopo l’approvazione delle linee guida della Legge di Bilancio 2020, si continua a discutere di Quota 100, per quanto riguarda i suoi costi che andranno ad aumentare nei prossimi anni, con la stima del Sole 24 Ore che parlava di 45 miliardi fino al 2028. Il Governo sta lavorando anche a delle riforme strutturali, che possano andare a sostituire Quota 100 quando sarà finito il periodo di sperimentazione nel 2021, con l’ipotesi di Quota 92 per consentire ai cittadini di non dover aspettare i 67 anni per la pensioni, creando degli squilibri a livello sociale con alcune persone che potrebbero andare in pensione cinque anni dopo chi utilizza Quota 100.

“Il PD ed il ministro Gualtieri hanno ritenuto di non cambiare nuovamente la riforma delle pensioni all’ultimo minuto, per evitare di continuare a cambiare la normativa ogni anno. Ritengo che sia molto rispettoso dei cittadini, ma ritengo si poteva toglierla, visto che andava a poche persone. Capisco chi dice che si poteva togliere per destinare le risorse alle famiglie”, ha dichiarato Irene Tinagli, presidente della Commissione Affari economici e monetari del Parlamento Europeo, durante la trasmissione Agorà su Rai Tre.

“Sono scelte politiche”, ha dichiarato Massimo Garavaglia, responsabile economico della Lega. Il partito di Salvini si era scagliato contro la cancellazione della riforma pensionistica che era stata varata dal primo Governo Conte.

Tinagli: “Non ha creato il boom di posti di lavoro”

“Sono d’accordo che bisogna non mettere in contrapposizione le generazioni, ma la Lega l’aveva venduta come un modo per portare i giovani al lavoro: si parlava di tre giovani per ogni persona che andava in pensione. Non ha creato il boom dei posti di lavoro”, ha spiegato Irene Tinagli, attaccando la Lega ed anche Salvini che in campagna elettorale aveva spiegato come potesse andare a creare posti di lavoro.

“Bisogna avere pazienza, è evidente che è 1:1 ed inizia ora a vedere l’effetto. Nel privato serve meno personale e nella migliore delle ipotesi si fa entrare un giovane e nella peggiore si cerca di ridurre il carico sul personale”, questa la replica di Garavaglia sulla non creazione di posti di lavoro da parte di Quota 100.

“È un governo divisivo, che senso ha aumentare le tasse senza dare nulla in cambio? C’è bisogno di soldi e dunque aumentano le tasse. Si crea una contrapposizione tra dipendenti e disoccupati”, ha concluso l’esponente leghista.

Garavaglia: “Manovra normalissima”

“È una manovra normalissima, 30 miliardi messi a bilancio. Si finanzia per la maggior parte in deficit, è come lo scorso anno e come due anni fa. L’altra parte non c’è nulla di taglio di spesa, solo lo 0,8%, si poteva fare più spending review, sono stati poco coraggiosi. I tagli alla Sanità li ha fatti il PD, un po’ di tagli si possono fare. C’è un ministero ed un’agenzia, si possono togliere alcune agenzie”, questa la posizione della Lega sulla manovra di Bilancio 2020, appena approvata dal Governo.