Come cambiano le pensioni nel 2020? Da Quota 100 ad Opzione Donna

Cosa cambierà nel 2020 per le pensioni anticipate, da Quota 100 ad Opzione Donna

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La Legge di Bilancio 2020 inviata a Bruxelles prevede molte riforme pensioni per il prossimo anno, con le conferme delle misure che erano presenti nel 2019 con qualche modifica e con la possibilità che ci siano dei cambiamenti durante l’approvazione parlamentare, con Italia Viva che ha proposto un radicale cambiamento sulle pensioni. Il focus delle discussioni riguarda il costo di Quota 100, troppo alto per Italia Viva, come aveva mostrato anche uno studio pubblicato dal Sole 24 Ore, il quale parlava di 45 miliardi di euro di costo fino al 2028. Il Movimento 5 Stelle si è opposto alla cancellazione di Quota 100: “Non si tocca, non si creano nuovi esodati”, aveva detto Di Maio nelle ultime ore, dopo la proposta di Italia Viva di creare un nuovo modo di gestire quei fondi.

Le finestre di Quota 100

Una possibile modifica di Quota 100 che potrebbe arrivare in sede parlamentare riguarda le finestre di uscita di Quota 100, come era stato proposto nelle scorse settimane. I sindacati chiedono una quattordicesima per le pensioni più povere, ma è difficile che vengano messi a bilancio più risorse e dunque questa ipotesi non verrà inserita quest’anno. Una delle possibilità è quella di far slittare le finestre di Quota 100 di 9 mesi, il che permetterebbe un risparmio di circa un miliardo di euro nel 2020. Al momento per i lavoratori privati sono previste delle finestre di tre mesi, per esempio chi matura i requisiti a gennaio 2020, potrà andare in pensione ad aprile 2020. Nel settore pubblico questa finestra è di sei mesi. L’idea è quella di aumentare di tre mesi le finestre, portandole a nove mesi.

Il rinnovo di Opzione Donna al 2020

Questa è una delle prime misure varate dal Governo, che l’ha inserita anche nel programma PD-M5S, con la proroga al 2020 di Opzione Donna, molto richiesta dai cittadini, per poter ovviare ai problemi di Quota 100 per le donne, segnalati anche dal Comitato Opzione Donna Social, guidato da Orietta Armiliato, che più volte ha fatto presente il paletto dei contributi troppo alto su Quota 100. In Opzione Donna è possibile andare in pensione con 58 anni di età (59 per le autonome) e 35 di contributi, con un costo per lo Stato inferiore a Quota 100, per il fatto che è totalmente contributiva, con la trasformazioni dei contributi retributivi, il che comporta una forte penalizzazione nell’assegno. La penalizzazione di Opzione Donna con il ricalcolo contributivo può arrivare fino al 40% dell’assegno. Ma questo rende sostenibile la misura, visto che in certi casi si parla di un anticipo della pensione fino a otto anni.

Rinnovo dell’Ape Social per il 2020

Rinnovata al 2020 anche l’Ape Social, che il PD vorrebbe rendere strutturale, che permetterà di andare in pensione a 63 anni per alcune categorie di lavoratori, ai quali mancano tre anni per il raggiungimento dei requisiti. Ci sono quattro categorie che possono fare domanda per l’Ape Social:

  • Disoccupati che hanno finito di ricevere la disoccupazione da almeno 3 mesi, con 30 anni di contributi
  • Lavoratori che assistono familiari nella loro residenza con disabilità grave da almeno 6 mesi e 30 di contributi
  • Lavoratori con invalidità superiori od uguale al 74% con 30 anni di contributi
  • Lavoratori che svolgono un lavoro gravoso (svolto per almeno 6 anni negli ultimi 7), con un totale di 36 anni di contributi

Inoltre le madri lavoratrici possono beneficiare di un anno di sconto dei requisiti sui contributi per ogni figlio, fino ad un massimo di due anni. Nel 2019 ci sono state circa 14mila uscite con l’Ape Social, meno di Quota 100, stimato intorno alle 150mila a fine anno, ma più sostenibile per lo Stato a livello di costi.

L’idea di Quota 92

Una delle proposte per sostituire Quota 100 è Quota 92, una misura simile ad Opzione Donna, con la trasformazione dei contributi retributivi in contributivi, che quindi comporta una penalizzazione economica nell’assegno. Con Quota 92 si potrebbe andare in pensione con 62 anni di età e 30 di contributi, quindi più vantaggioso rispetto a Quota 100, pensato soprattutto per i lavoratori che svolgono lavori gravosi, come gli edili e gli operai. La proposta di modifiche pensionistiche arrivano principalmente da Tommaso Nannicini, che ha presentato una prima proposta di legge.

Come cambiano le indicizzazioni delle pensioni

Nel 2020 potrebbero cambiare anche le fasce per le indicizzazioni delle pensioni, con una rivalutazione degli assegni tra i 1.522 ed i 2.029 euro lordi, come richiesto dai sindacati. Si tratta di un adeguamento dal 97% previsto attualmente per quella fascia al 100% di indicizzazione, che porterebbe 50 centesimi in più al mese, circa 6 euro in più all’anno per 2,5 milioni di pensionati.