Manovra, la risposta del Governo all’Ue: “Nostre stime prudenti”

Inviata la lettera a Bruxelles per confermare la solidità delle stime del Governo nel Documento Programmatico di Bilancio

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Andrea Palci
Laureato in Economia, esperto di politica, economia, sondaggi elettorali ed altri argomenti economici legati alla politica nazionale ed internazionale. Nato a Roma con interesse anche per scienza e spettacoli. -- via Nomentana 21 00161, Roma -- tel 393 4439344

Il Governo Conte e nello specifico il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha inviato la lettera di risposta alla Commissione europea, che nei giorni scorsi aveva chiesto chiarimenti sulla Manovra 2020, soprattutto per quanto riguarda la riduzione del debito pubblico. Nella lettera si è spiegato che sono state fatte delle stime prudenziali sui conti pubblici dei prossimi anni, contando anche di ridurre il rapporto debito/Pil dal 2022, quando scadranno misure costose, come Quota 100.

La lettera di Gualtieri alla Commissione

Il ministero dell’Economia ha pubblicato la lettera sul sito del Mef, dove si spiega che le stime inserite nel precedente documento erano prudenziali.

Calo dello spread fondamentale

Il ministro dell’Economia ha spiegato che con l’abbassamento dello spread, che oggi ha aperto stabile a quota 133 punti base, il Governo punta a migliorare i conti pubblici, rispetto alle stime del precedente esecutivo, che doveva fronteggiare uno spread di 300 punti base. Il Governo si aspetta un “ulteriore calo dello spread nei prossimi mesi”, con un conseguente miglioramente della situazione economica.

Le misure sui pagamenti digitali

Il ministro Gualtieri ha fatto notare nella lettera come non siano stati inseriti i possibili incrementi di gettito dovuti ai pagamenti elettronici, che saranno incentivati dalla prossima Manovra per il 2020. “La Manovra contiene delle misure per contrastare le frodi fiscali, per un gettito stimato allo 0,2% del Pil per ogni anno del triennio previsto dal Documento Programmatico di Bilancio”, queste le parole che spiegano le maggiori entrate previste dal Governo Conte. Il contrasto all’evasione è stimato in 3 miliardi nel 2020, 3,66 nel 2021 e 3,5 nel 2022, meno dei sette inizialmente previsti dalle prime discussioni sulla Manovra 2020.

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