Commissioni Pos, come funziona il credito d’imposta per chi usa carte

Come funziona il nuovo decreto fiscale per le commissioni Pos

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Il Governo ha approvato il decreto Fiscale, che è stato firmato dal presidente Mattarella nelle ultime ore ed è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, divenendo legge. Una delle misure più richieste dai cittadini riguardava le commissioni bancarie sull’utilizzo del Pos, con i commercianti molto polemici per la volontà del Governo di incentivare l’utilizzo delle carte elettroniche, senza però affrontare i problemi dei costi di gestione. Questo problema è stato inserito nel testo finale, nello specifico nell’articolo 22 del decreto 124 del 26 ottobre 2019.

Credito d’imposta al 30%

In sostanza verrà rimborsato ad ogni commerciante il 30% degli importi versati come commissioni bancarie per i pagamenti elettronici. Questo “sconto” verrà fornito al contribuente come credito d’imposta, da utilizzare, dunque, nella successiva dichiarazione fiscale del 2021. Per i benzinai questa percentuale è alzata al 50%, visto l’utilizzo più frequente dei cittadini in merito ai carburanti. Non sono coinvolti in questa misura le grandi catene di supermercati, ma solo i piccoli commercianti. Le aziende che fatturano ricavi superiori ai 400mila euro non potranno beneficiare del credito d’imposta, come previsto dal comma 2 dell’articolo 22 del decreto Fiscale.

Questo meccanismo inizierà solo per le transazioni dal primo luglio 2020, come spiegato nel testo del decreto. Inoltre il credito d’imposta non andrà ad aumentare il reddito dell’esercente e non sarà considerato ai fini dell’imposta regionale.

Riguarderà 2 milioni di persone

Secondo i conti realizzati dal Governo questa misura andrà ad impattare su circa 2,1 milioni di persone che hanno una loro attività, per un giro di affari di oltre 108 miliardi di euro ed un reddito medio di 50mila euro. Se si aggiungono anche le partite Iva con il regime forfettario si raggiungono i 3,1 milioni di cittadini ed un giro di affari di 173 miliardi di euro. Dai conti del ministero si parla di circa 53 milioni di euro che verranno rimborsati dallo Stato per le commissioni dei pagamenti digitali.

Per esempio nel settore dei carburanti si stima un utilizzo, secondo i dati del 2018, del 34% sul totale degli importi con le carte di credito o debito, per un giro di affari di circa 60 miliardi di euro, con i costi per le commissioni che valgono lo 0,30%, cioè 179 milioni di euro. Di questi 179 milioni di euro verrà rimborsata solo una parte, ma superiore alle stime del Governo di 53 milioni di euro. Per i banzinai infatti si tratta del 50% di restituzione delle commissione, con quindi circa 90 milioni di euro solo in quel settore. Il Governo si aspetta un incremento dell’utilizzo delle carte elettroniche del 20%, con possibilità anche di far emergere del nero, quindi con maggiore gettito per lo Stato.

Soddisfazione di Confesercenti e Confcommercio

Le due associazione hanno accolto con favore questo provvedimento, anche se hanno fatto notare che la stima di 53 milioni di euro del Governo è troppo contenuta rispetto ai dati reali. Inoltre bisognerà aspettare l’approvazione dei decreti attuativi in Parlamento, dove queste cifre potrebbero cambiare.

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