Ultimissime Pensioni, Manovra: ci sarà la rivalutazione delle indicizzazioni fino a 4 volte la minima

Il Governo ha messo mano alle rivalutazioni delle pensioni, alzando la percentuale della quarta fascia

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Nella Manovra 2020 è stata inserita una norma che andrà a cambiare le attuale fasce di rivalutazione dell’indicizzazione delle pensioni, aumentando l’importo dell’assegno a chi percepisce quattro volte la minima. Ora la fascia che va da 1.500 ai 2.052 euro ha una rivalutazione dell’indicizzazione al 97%, per effetto dei cambiamenti effettuati lo scorso anno nella Legge di Bilancio, che ha reso meno convenienti alcune fasce, lasciando solo fino a 3 volte il minimo la rivalutazione al 100%. Ora anche la quarta fascia avrà la rivalutazione dell’indicizzazione della pensione al 100%, permettendo di non perdere nulla rispetto ad altri assegni più ricchi.

Cos’è la rivalutazione delle pensioni?

La rivalutazione delle indicizzazioni è un adeguamento all’inflazione, cioè andando a guarda come cambia il costo della vita. Più grande è la percentuale della rivalutazione, più grande sarà l’assegno mensile che arriva al pensionato. In termini pratici, si tratta di un aumento di circa 10-15 euro l’anno, con il Sole 24 Ore che ha stimato circa 50 centesimi al mese di adeguamento. Per lo Stato il costo di questa misura, che andrà a riguardare 2,5 milioni di pensionati, costerà 200 milioni di euro.

Restano le altre misure pensionistiche

Dal punto di vista pensionistico, restano le altre misure per la pensione anticipata, da Quota 100, ad Opzione Donna e Ape Social. Tutte e tre saranno attive nel 2020, permettendo ai cittadini di usufruire della pensione anticipata. Quota 100 ha subito dei tagli sul bacino di cittadini che potranno fare domanda, allineando i fondi alle domande giunte nel 2019, che sono state inferiori alle attese, con circa 150mila persone che hanno usufruito di Quota 100, contro le stime del Governo Conte 1 che prevedeva circa 290 mila persone.

Opzione Donna è stata rinnovata per il 2020, come era stato anticipato agli inizi di settembre, e consentirà di andare in pensione anticipata a 58 anni (59 anni per le autonome) e 35 di contributi. Anche l’Ape Social è stata rinnovata, con il PD che ha proposto di renderla strutturale. Queste due misure sono più sostenibili di Quota 100, visto che hanno una rivalutazione dell’assegno con il sistema contributivo.