Confermato il taglio delle detrazioni per i “ricchi”: scuola, sport e polizze

Il Governo ha tagliato alcune categorie di detrazioni per i contribuenti più ricchi

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Nella Manovra 2020 è stato confermato il taglio delle detrazioni per i contribuenti più ricchi, in alcuni particolari categorie di spesa e con delle esclusioni, come gli interessi sui mutui e le spese sanitarie. Proprio su quest’ultime si erano generate delle polemiche, con la prima ipotesi che era stata quella di rendere disponibili le detrazioni in caso di malattie gravi, ma che ora è stata tolto del tutto il possibile taglio. Tra le spese colpite ci sono le spese universitarie, quelle scolastiche, le polizze a vita e quelle per le attività sportive.

Chi rientra nel taglio delle detrazioni

Si parla di detrazioni al 19%, che riguarda i contribuenti aventi un reddito superiore ai 120mila euro all’anno, stimato in circa 302mila nuclei familiari dal Governo. Non rilevante, però, il gettito che si aspetta l’esecutivo: solo 30 milioni in più da questa misura, che rischia di dare più complicazioni rispetto ai vantaggi. In generale si tratta dello 0,6% della popolazione, secondo i dati del Governo la maggior parte sono dipendenti tra i 45 anni ed i 65 anni.

TipologiaContribuenti coinvoltiSconto medio
Spese Universitarie40 mila437 euro
Polizze vita121 mila82 euro
Spese Scolastiche40 mila132 euro
Attività sportive38 mila48 euro

La misura che costa in media di più è quella legata alle spese universitarie, che garantisce quasi una detrazione di 500 euro all’anno a circa 40 mila famiglie. Molto utilizzata quella sulle polizze vita, con oltre 121 mila contribuenti che ne fanno uso, per uno sconto medio di circa 82 euro all’anno. L’azzeramento è previsto solo per chi ha più di 240 mila euro, mentre tra 120 mila euro e 240 mila euro sono previsti degli “scaglioni” progressivi, che andranno a ridurre la detrazione.

Restano le spese mediche e per i mutui

Non toccate dalla manovra le spese sanitarie, che potranno essere detratte anche da chi percepisce un reddito di oltre 120 mila euro, come anche chi utilizza le detrazioni sugli interessi dei mutui. Escluse anche le detrazioni per i contributi Inps sulle colf e le badanti, che potranno continuare ad essere inserite da tutti nella dichiarazione dei redditi.

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