Caso Ilva, giovedì arriva Sajjan Jindal in Italia

Giovedì arriva in Italia Sajjan Jindal, possibile acquirente alternativo di Ilva

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Andrea Palci
Laureato in Economia, esperto di politica, economia, sondaggi elettorali ed altri argomenti economici legati alla politica nazionale ed internazionale. Nato a Roma con interesse anche per scienza e spettacoli. -- via Nomentana 21 00161, Roma -- tel 393 4439344

Non sembra concludersi la vicenda legata all’ex Ilva di Taranto, dopo la lettera di ArcelorMittal ai commissari, nella quale si indica la volontà di non acquisire la fabbrica, a causa della mancanza dello scudo penale e della possibile chiusura dell’Altoforno 2 per un’inchiesta giudiziaria. Ora è atteso in Italia l’amministratore delegato del gruppo siderurgico JSW, Sajjan Jindal, che ha acquisito da poco le ex acciaierie Lucchino a Piombino. Potrebbe essere un nome alternativo ad ArcelorMittal, nel caso in cui non si riuscisse a trovare l’accordo con l’azienda.

Le voci del Governo su ArcelorMittal

“C’è stata una gara, è stato stipulato un contratto, non si può pensare di cambiare la strategia imprenditoriale mettendo come scusa lo scudo penale. Se si vince una gara in Italia, si rispettano gli impegni. Noi faremo di tutto per difendere le persone che lavorano a Taranto e gli accordi raggiunti”, queste le parole del premier Giuseppe Conte, rilasciate oggi al Politecnico di Milano.

Il segretario della Fim Cisl, Marco Bentivogli, ha commentato la vicenda a Radio 24, durante la trasmissione Focus Economia, ribadendo la posizione del sindacato dalla parte dei lavoratori, criticando l’operato del Governo, che ha fornito una “scusa” all’azienda per poter andare via da Taranto.

“Il recesso non è giustificato, come ha spiegato invece l’azienda”, queste le parole del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, in linea con quello che sostiene il Governo ed “L’azienda prende in giro lo Stato, in realtà è ArcelorMittal che ha sbagliato le strategie imprenditoriali”, questa la posizione del ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, al quale ha risposto direttamente ArcelorMittal, ribadendo che il problema è lo scudo penale.

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