Libia, Tripoli pronta a rivedere l’accordo. Lamorgese: “Obiettivo creare campi Onu”

Il ministro Lamorgese ha spiegato le nuove proposte dell'Italia

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Il Governo di Accordo Nazionale della Libia, presieduto a Tripoli da Al Serraj, ha accettato la richiesta dell’Italia di rivedere le condizioni del memorandum legato ai flussi migratori, discusso nelle ultime settimane per il rinnovo automatico che ha avuto luogo nei giorni scorsi. Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha spiegato le nuove condizioni proposte ed ha fatto il punto sugli arrivi dall’inizio degli accordi con la Libia.

Piano operativo umanitario

Questo piano è composto da quattro punti, come ha spiegato la Lamorgese, che verranno sottoposti al Governo di Al Serraj per le modifiche da effettuare. I punti riguardano i centri di detenzione, i corridoi umanitari, il controllo delle frontiere al sud della Libia e nuovi progetti per la Libia. In generale il ministro dell’Interno ha dato un giudizio positivo al memorandum: “Ha contribuito a ridurre del 97% i flussi migratori dalla Libia e, dato oggettivo, anche i morti in mare”.

Orfini: “Facciamo finta di non vedere”

L’esponente ed ex presidente del PD, Matteo Orfini, ha criticato le parole del ministro Lamorgese: “Intervento imbarazzante ed ipocrita. ‘I lager sono centri di migranti’ Davvero vogliamo far finta di non sapere?”, queste le parole di Orfini.

Centri gestiti dall’Onu

Luciana Lamorgese ha spiegato che l’obiettivo delle modifiche sarà quello di rendere possibile la gestione dei centri di detenzione dall’Onu, per migliorare le condizioni di vita dei migranti e garantire il rispetto dei diritti umani. I migranti verrebbero trasferiti dai centri di detenzione in altri centri, per arrivare ad una gestione definitiva dell’Onu.

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