Caso Ilva, Conte: “Chiesti 5mila esuberi. Obiettivo è rilancio”

Chiesti 5mila esuberi da parte dell'azienda

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Il premier Conte ha tenuto una conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri, nella quale ha spiegato la situazione con l’Ilva di Taranto e l’azienda ArcelorMittal, che ieri è stata incontrata a Palazzo Chigi, per fare il punto dopo la richiesta di ritiro dall’acquisto. Non c’è stata solo la richiesta di ripristinare lo scudo penale, tolto con un emendamento nel decreto “Salva-imprese”, a firma Barbara Lezzi, che aveva fatto discutere la maggioranza. I sindacati chiedono di dare lo scudo penale ad ArcelorMittal, anche per “togliere ogni alibi” ha spiegato Maurizio Landini, segretario della Cgil.

“Abbiamo spiegato ad ArcelorMittal che non riteniamo giustificata la sua posizione, anzi, per sgombrare il campo da qualsiasi alibi, il Governo ha dato la disponibilità a ripristinare l’immunità”, queste le parole del premier Conte, che ha definito “strategico” il polo di Taranto.

Richiesti 5mila esuberi

L’azienda, secondo quanto ha riportato il premier Conte, avrebbe chiesto 5mila esuberi dalla fabbrica, a causa del calo di produzione, che è passato a 4,5 tonnellate di acciaio all’anno, meno di quanto inizialmente previsto, anche a causa dei dazi di Trump. “Non è lo scudo fiscale il tema, il tema è che l’azienda ritiene che gli attuali livelli di produzione non siano sostenibili con gli investimenti e di non poter assicurare tutti i posti di lavoro. Per assicurare la continuità aziendale sono stati chiesti 5mila esuberi. Questo non è accettabile”, le parole di Conte, che ha chiuso a questa possibilità.

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