Esplosione Quargnento, ha confessato il proprietario: voleva truffare l’assicurazione

Il proprietario voleva frodare l'assicurazione facendo saltare la cascina

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Il proprietario della cascina di Quargnento, in provincia di Alessandria, ha confessato e spiegato l’accaduto che ha portato alla morte di tre vigili del fuoco nei giorni scorsi. L’obiettivo era quello di truffare l’assicurazione, con il timer però che non ha funzionato come avrebbe dovuto. Questo ha causato una prima esplosione a mezzanotte, in anticipo rispetto al previsto, che ha allertato i vigili del fuoco, giunti nel luogo dell’esplosione mentre si stavano attivando gli altri timer.

Giovanni Vincenti, proprietario delle cascina che non riusciva a vendere da anni, aveva tentato una frode assicurativa, facendo saltare la cascina per poi prendere i soldi dell’assicuazione. Indagata anche la moglie Antonella Patrucco, per la collaborazione con il marito. “Non volevo uccidere nessuno”, ha detto Vincenti durante l’interrogatorio, ma ora gli viene contestato sia il disastro doloso, sia l’omicidio volontario plurimo. Il proprietario non ha avvertito chi era già sul posto che ci sarebbero state altre esplosioni, in totale altre cinque bombole pronte ad esplodere, le quali erano programmate per scoppiare all’una e trenta.

Secondo gli inquirenti ci sarebbe stato il tempo per mettere in salvo tutti i vigili del fuoco, con l’uomo che ha spiegato di essere sconvolto dalla situazione e di non aver pensato di fare nulla. La coppia era in difficoltà economica, con dei debiti con le banche per centinaia di migliaia di euro. Per anni Vincenti non aveva pagato l’assicurazione, ma ad agosto l’aveva riattivata, inserendo anche un massimale di un milione e mezzo anche per “fatti dolosi altrui”. Questo era l’obiettivo del proprietario, che voleva incassare i soldi dell’assicurazione.

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