Iran, proteste in piazza per aumento dei carburanti

Molte persone in piazza dopo l'aumento della benzina in Iran

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Sono in corso delle proteste in piazza in Iran per l’aumento della benzina, il cui prezzo è aumentato a seguito delle sanzioni economiche degli Stati Uniti. L’aumento del prezzo della benzina ha portato in piazza le persone, con almeno due vittime che sarebbero state confermate dalle forze dell’ordine, ma secondo i dati usciti sui social network questo numero potrebbe essere più alto. Le autorità iraniane hanno arrestato 40 persone nella zona dello Yazd, ma gli scontri vanno avanti. A dare la comunicazione alla popolazione è stato lo ayatollah Alì Khamenei, che ha il ruolo di “guida spirituale” del paese, il quale ha spiegato che gli scontri sono causati da forze stranieri, sottolineando implicitamente gli Stati Uniti: “Le violenze messe in atto da teppisti sostenuti da potenze straniere. I nemici dell’Iran hanno sempre sostenuto il sabotaggio. Quando tre istituzioni prendono una decisione, io l’appoggio”. Dagli Stati Uniti il segretario di Stato, Mike Pompeo, ha dichiarato che l’Iran viene considerato un paese amico, questo anche per distanziarsi dalle proteste, che il Governo iraniano attribuisce agli Usa.

Aumento da 10mila rial a 15mila

A far partire le proteste è stato l’aumento del prezzo della benzina, che passa da 10.000 rial a 15.000, cioè da 8 centesimi di euro a 15, una cifra che può sembrare bassa, ma questo è dovuto all’economia iraniana basata sul greggio e sui suoi giacimenti di petrolio.

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