Ponte Morandi, il ministero sapeva dei rischi

Ci sarebbero alcuni documenti che evidenziavano i rischi del crollo

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Emergono nuovi dettagli sulle procedure burocratiche legate al crollo del Ponte Morandi, con le indagini della Procura che vanno avanti e con nuove informazioni che vengono diffuse alla stampa. Sembra che il ministero delle Infrastrutture fosse al corrente dei rischi di crollo che furono evidenziati da operazioni di controllo sul ponte. C’era un documento che poneva dubbi sulla tenuta del ponte ed evidenziava il rischio di un crollo: nel 2015 questo documento è sottoposto al Cda di Atlantia e Aspi, in merito al progetto di consolidamento della pila 9 (quella crollata) e della pila 10. Nel 2017 ci sono alcune variazioni: da rischio crollo si passa ad una “perdita di staticità”, mentre la manutenzione passa dalla guida di Michele Donferri Mitelli alla Direzione di tronco di Genova, guidata da Stefano Marigliani. Entrambi risultano indagati dalla Procura per il crollo del ponte, alla ricerca di una responsabilità nella caduta del 14 agosto 2018.

Il titolo di Atlantia ha perso oltre il 2% in Borsa, nonostante l’azienda abbia smentito ci fossero documenti che ponessero il rischio caduta del ponte: “Il Cda di Autostrade ha sempre voluto tenere al ribasso i rischi di caduta, al livello più basso possibile”.

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