Governo, i casi prescrizione e Gregoretti saranno i primi provvedimenti del 2020

Molte le scadenze che dovrà affrontare il Governo la prossima settimana

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La prima settimana di lavori per il Governo Conte bis riguarderà principalmente il tema della prescrizione, che dal primo gennaio è passata alla riforma Bonafede, sulla quale sono contrari Italia Viva e PD, con il Movimento 5 Stelle che punta a mantenere la nuova norma, e con il tema della Gregoretti, con il voto per dare l’autorizzazione a procedere al Tribunale dei Ministri sul senatore Matteo Salvini.

Riforma della prescrizione

Per quanto riguarda la riforma della Giustizia varata dal primo Governo Conte e con il testo proposto da Bonafede, le forze di maggioranza (PD e Italia Viva) puntano ad inserire delle modifiche per non annullare del tutto la prescrizione e non dare un limite al tempo dei processi, sui quali per ora non si è intervenuto. La nuova norma sospende la prescrizione dopo il primo grado di giudizio e questo significa che chi è a processo non sa quanto ci potrebbe restare. Una delle possibilità era quella di agire sulle tempistiche dei processi, per cercare di dimezzarli praticamente, in maniera tale da ridimensionare l’entità della riforma Bonafede. Il 7 gennaio ci sarà il vertice di maggioranza sulla prescrizione, che vedrà il confronto tra Movimento 5 Stelle, Partito Democratico ed Italia Viva.

Caso Gregoretti

L’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, è indagato per sequestro di persona nel caso della nave Gregoretti, che fu tenuta in mare diversi giorni ed appartenente alla Marina italiana. Il leader della Lega ha più volte ribadito che l’azione fu condivisa dal Governo, mentre dal Movimento 5 Stelle si è esclusa questa possibilità, con il premier Conte che ha spiegato nella conferenza stampa di fine anno che dovrà guardare i contatti avuti in quei giorni per capire se l’ordine era condiviso o meno. Nelle ultime ore è arrivato anche il “sì” di Italia Viva all’autorizzazione a procedere per Salvini, creando i presupposti per un voto contrario all’immunità per il senatore leghista.

Caos M5S

Il Movimento 5 Stelle è nel pieno di un rischio scissione, dopo l’uscita del senatore Gianluigi Paragone, espulso per non aver votato la Manovra di Bilancio. Questa espulsione arriva a poche ore dalle dimissioni del ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, che potrebbe creare un nuovo gruppo parlamentare, denominato “Eco”, richiamando economia ed ecologia. Inoltre ci sono 30 parlamentari che non risultano in regola con le restituzioni e per questo il loro operato sarà vagliato dai vertici del M5S, per valutare il da farsi.

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