Password di Stato, la ministra Pisano fa marcia indietro

Dietrofront della ministra Pisano sull'idea di un account unico online

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Dopo le polemiche che si sono scaturata a causa di una dichiarazione del ministro per l’Innovazione, Paola Pisano (M5S), l’esponente grillina ha dovuto fare marcia indietro sulla proposta di password di Stato. La ministra Pisano aveva fatto sapere che era allo studio una possibilità di uniformare il sistema di pagamento online allo SPID attuale, anche per le vendite su e-commerce come Amazon o simili.

Dalle opposizioni erano partiti gli attacchi e le critiche a questa proposta, che presupponeva una presenza dello Stato come “garante” dei dati di tutti i cittadini ed avrebbe come conseguenza un tracciamento di tutte le attività della popolazione, anche quelle non inerenti alla pubblica amministrazione.

Renzi: “Non fare proposte da Grande Fratello”

Critiche da Italia Viva, con il leader Matteo Renzi che ha spiegato la posizione contraria del suo partito, per evitare che si possano tracciare tutte le attività della popolazione, con un unico account “centrale” e controllato dallo Stato. Renzi ha fatto l’esempio del “Grande Fratello”, per segnalare l’eccessivo controllo che lo Stato porrebbe nella proposta della ministra Pisano.

Retrofront della Pisano

Dopo le critiche è arrivata la marcia indietro della ministra per l’Innovazione: “Si riferiva allo Spid, che è già in uso da 5 milioni di italiani”, queste le parole via Twitter della Pisano, per chiudere la polemica.

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