Milano, anziana uccisa da un dipendente bulgaro per 1.000 euro

Una donna anziana sarebbe stata uccisa durante la rapina

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Sono emersi nuovi dettagli sull’omicidio di ieri in una cascina di Milano, dove una donna di 90 anni è stata ritrovata morta dalla segretaria addetta nella struttura turistica. Secondo quanto riferito dalle autorità che si sono occupate dei primi interrogatori, un dipendente bulgaro avrebbe tentato la rapina nella notte, conoscendo la situazione e la sicurezza della struttura, ma si sarebbe imbattuto nella donna, successivamente uccisa. Il killer sarebbe un ragazzo bulgaro di 22 anni, il quale ha confessato l’omicidio nell’interrogatorio con gli agenti della Squadra Mobile di Milano, diretta da Marco Calì.

La vittima era stata trovata al mattino con i polsi legati ed un asciugamano sulla testa, probabilmente per tamponare il sangue che usciva dalla ferita che aveva nella scatola cranica. Le ipotesi parlano di una colluttazione, che avrebbe portato alla morte della donna. La Polizia ha trovato ulteriori indizi nella casa del ragazzo, con delle scarpe che sono state classificate come simili a quelle presenti sulla scena del delitto. I vestiti utilizzati durante la rapina sarebbero stati trovati in lavatrice.

La motivazione che è stata data durante l’interrogatorio è stata quella della rapina. Il ragazzo ha rubato solamente 1.000 euro: “Pensavo di trovare di più”, avrebbe detto agli agenti. I dipendenti, insieme ai figli, erano stati ascoltati nelle ore successive alla scoperta del cadavere dagli uomini della Squadra Mobile.

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