Ilva, il Governo in contatto con le banche per il salvataggio

Probabile il salvataggio pubblico dell'ex Ilva

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Andrea Palci
Laureato in Economia, esperto di politica, economia, sondaggi elettorali ed altri argomenti economici legati alla politica nazionale ed internazionale. Nato a Roma con interesse anche per scienza e spettacoli. -- via Nomentana 21 00161, Roma -- tel 393 4439344

Con il nuovo anno si ripropone il problema dell’Ilva e di ArcelorMittal, che ha manifestato negli ultimi mesi la volontà di ritirarsi dall’accordo firmato nell’ottobre 2018. Il Governo starebbe studiando una soluzione con le banche per mettere in atto un salvataggio pubblico, cosa che darebbe per assodata l’uscita della multinazionale franco-indiana, che opera anche in altre città europee sempre per la produzione dell’acciaio. Nelle ultime settimane si sono svolti degli incontri tra il Governo e la proprietà, senza però fare passi avanti in una soluzione condivisa.

ArcelorMittal ha chiesto l’esubero di 3.500 persone, oltre il ripristino dell’immunità penale, necessaria per evitare che si effettuino arresti e sequestri durante le operazioni di bonifica. Il Governo ha dichiarato di non accettare questi termini, con il premier Conte che ha portato avanti personalmente gli ultimi incontri avuti con i Mittal.

Vertice con le banche

Il Governo dovrebbe convocare a breve le principali banche creditrici dell’azienda ex Ilva, tra cui Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Cdp ed il Tesoro, per mettersi d’accordo su come trasformare i loro crediti in capitale per la nuova Newco, che dovrebbe essere creata. Questa soluzione sarebbe stata proposta la scorsa settimana dai consulenti che sono al lavoro per trovare una soluzione. All’interno della Newco dovrebbe entrare anche il ministero dell’Economia, come accaduto con Alitalia, per la cordata che si è cercato di portare avanti con Ferrovie ed Atlantia.

Si fa il nome di Enrico Laghi, ex commissario dell’Ilva dal 2015 al 2019, oltre ad essere stato commissario in Alitalia. Questa figura dovrà gestire le fasi successive, cioè il negoziato con i creditori, cioè le banche che hanno dei crediti con “priorità” e che vanno rimborsati prima degli altri. I crediti in “prededuzione”, cioè quelli che vanno sanati prima, ammontano a 1,2 miliardi, parte dei quali hanno lo scudo di garanzia dello Stato. La banca più esposta nel credito all’ex Ilva è Banca Intesa, che ha messo 900 milioni, mentre Cassa depositi e Prestiti ha messo 330 milioni, concessi a giugno 2015.

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