Caos M5S, Fioramonti: “Rimborsi peggio di una bocciofila”

Lorenzo Fioramonti deve rendicontare ancora 20 mila euro al M5S, ma ha detto che li darà al tecnopolo di Taranto

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L’ex ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, intervenuto a Radio Capital questa mattina, è tornato sulla questione dei rimborsi del Movimento 5 Stelle, dopo che i vertici ieri avevano certificato come l’85% dei parlamentari era in linea con le rendicontazioni. Fioramonti è stato uno dei più attivi oppositori della Manovra di Bilancio 2020, che ha portato alle sue dimissioni alcune settimane fa, a causa della mancanza dei tre miliardi richiesti per la scuola.

“Sulle modalità di rimborso il Movimento 5 Stelle appare come una bocciofila, si tratta di un conto corrente privato che fa finire i soldi nell’associazione di Casaleggio”, queste le accuse di Fioramonti, anche lui non in regola con i rimborsi, secondo quanto stimato dai probiviri del M5S. L’ex ministro ammette di dover ancora 20 mila euro, ma non i 70 mila euro che rivendica il gruppo del Movimento 5 Stelle che ha effettuato i controlli sui rimborsi. “Ne devo meno di 20 mila e li destinerò al tecnopolo di Taranto”, ha detto Fioramonti, smarcandosi così dalle polemiche che lo avevano colpito dopo la lista effettuata dai probiviri.

“Siamo passati da una donazione di Stato ad una donazione ad un privato. Per questo negli ultimi mesi ho deciso di non rendicontare il mio stipendio”, ha sottolineato Fioramonti, che ha fatto i nomi di Di Maio, Patuanelli e D’Uva come intestatari del conto corrente nel quale finiscono i rimborsi. “Quando entri nel M5S non incontri una persona e non c’è modalità di ascolto”, ha concluso l’ex ministro dell’Istruzione.

Le rendicontazioni del M5S

Dalla sua nascita, per statuto il Movimento 5 Stelle prevede che la metà degli stipendi dei parlamentari venga destinato ad un fondo comune, che durante la prima legislatura nella quale sono stati eletti, dal 2013 al 2018, finiva per il microcredito, ma successivamente con la figura del capo politico e dell’associazione Rousseau, si è deciso di creare un conto corrente associato. Questo è gestito dai vertici del Movimento 5 Stelle, e qualora dovesse cadere il Governo i soldi non spesi finirebbero all’Associazione Rousseau. Finora sono stati accreditati 13 milioni di euro, come hanno riferito gli stessi vertici del Movimento.

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