Riforma Pensioni 2020 ultimissime, Baretta: “Quota 100 finirà nel 2021”

Pierpaolo Baretta ha risposto chiaramente sul futuro di Quota 100

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È iniziato il nuovo anno ma rimangono i temi sulla riforma pensioni che sarà da attuare da qui alla fine del 2020, per decidere come sostituire Quota 100 e pensare al dopo 2021, anno in cui la riforma pensionistica introdotta dal primo Governo Conte finirà. Gli esponenti della maggioranza dell’attuale esecutivo sono sempre stati netti su questo tema: “Quota 100 non verrà rinnovata”. Il primo a dirlo fu il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che durante le interviste sulla manovra economica aveva chiarito che il rinnovo di Quota 100 era condizionato alla sua fine nel 2021.

Ora a parlare è il sottosegretario al ministero dell’Economia, Pierpaolo Baretta, che ha spiegato come questo Governo non intenda rinnovare Quota 100 alla fine del triennio di “sperimentazione”, come fu definito da Lega e Movimento 5 Stelle, promotori della misura. Proprio per la difesa del M5S la misura non è stata cancellata nella Legge di Bilancio 2020, come era stato richiesto da Italia Viva, che ha provato ad inserire un emendamento durante la discussione parlamentare, chiedendo di destinare i circa 10 miliardi di Quota 100 ad altre misure.

“Non si può pensare di affrontare le prossime manovre economiche, come quella del 2021, senza pensare alle clausole di salvaguardia. Ci saranno altri 20 miliardi che rischiano di impegnare quasi tutta la manovra. Occorre recuperare dei margini ed occorre farlo fin da subito”, ha spiegato sul Corriere della Sera.

“Quota 100 terminerà nel 2021 e non abbiamo intenzione di rinnovarla”, parole nette del sottosegretario, che non lasciano spazio a dubbi. Ci sarà però una discussione con le parti sociali per studiare delle misure alternative a Quota 100.

La flessibilità per il pensionamento

“Considerando che si sta andando verso il completo sistema contributivo, si può introdurre una flessibilità, cioè introdurre una soglia di età e contributi, superati i quali si è liberi di andare in pensione”, questa la posizione di Baretta. In questo caso, con il calcolo contributivo, come accade con Opzione Donna, andando in pensione prima si va incontro ad una penalizzazione dell’assegno mensile, proprio perché si sono versati meno contributi. Si può ipotizzare una soglia a 63 anni per poter scegliere di andare in pensione anticipata, ma con un netto peggioramento dell’assegno mensile calcolato con il sistema contributivo.

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