Taglio parlamentari, si va verso referendum: depositate le firme

Raggiunta la soglia di 64 senatori per chiedere il referendum confermativo

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Ci sarà un referendum per il taglio dei parlamentari, grazie al deposito, atteso per domani, di 64 firme di senatori in Cassazione per chiedere un referendum confermativo della legge che ha approvato il taglio dei parlamentari. Come previsto dalla legge il referendum confermativo può essere chiesto da un terzo dei senatori, da cinque consigli regionali o con la raccolta firme dei cittadini. In questo scenario si potrebbe andare ad elezioni nel giro di pochi mesi, per confermare od abrogare il taglio dei parlamentari voluto dal Movimento 5 Stelle. Il termine temporale per presentare le firme scade il 12 gennaio, con i senatori che dovrebbero fare in tempo, dunque, a depositare le 64 firme raccolte, tra le quali ci sarebbero anche parlamentari della maggioranza, con Tommaso Nannicini (PD) che è uno dei promotori della raccolta.

La Cassazione dovrà poi verificare le firme raccolte e poi procedere con l’organizzazione del referendum confermativo, che si potrebbe tenere tra il mese di maggio e giugno 2020. Il numero di firme raccolte, 64, è la soglia minima per arrivare al referendum confermativo, nelle prossime ore si cercheranno delle firme ulteriori per evitare problemi in caso di alcune firme non considerate valide.

La legge sul taglio dei parlamentari

Questa legge è stata approvata il 10 ottobre, proposta del Movimento 5 Stelle per portare il numero di deputati e senatori a 600, con un taglio di 345 parlamentari. Il numero dei deputati passerà a 400, mentre quello dei senatori a 200. Inoltre verranno tagliati anche i seggi all’estero, che passeranno da 12 a 8 per i deputati e da 6 a 4 per i senatori. La legge non entrerà quindi in vigore da gennaio, con il referendum confermativo da attuare e per questo in caso di caduta del governo si andrà ad elezioni con il vecchio sistema elettorale, il Rosatellum, criticato molto dal Partito Democratico, che vorrebbe un sistema proporzionale, come ha ribadito anche ieri il segretario Nicola Zingaretti.

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