Legge elettorale, salta accordo tra la maggioranza sul proporzionale. Contrario Leu

Salta l'accordo sulla legge elettorale, contrario Leu

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Andrea Palci
Laureato in Economia, esperto di politica, economia, sondaggi elettorali ed altri argomenti economici legati alla politica nazionale ed internazionale. Nato a Roma con interesse anche per scienza e spettacoli. -- via Nomentana 21 00161, Roma -- tel 393 4439344

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Ancora scontri sulla legge elettorale all’interno della maggioranza di Governo, con un’intesa sul sistema proporzionale con uno sbarramento al 5% che ha ricevuto l’appoggio di Partito Democratico, M5S e Italia Viva, ma che ha la posizione contraria di Leu, che vorrebbe una soglia di sbarramento più bassa. Il presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, l’esponente del M5S Giuseppe Brescia, ha ufficializzato i problemi sulla legge elettorali, spiegando che non era stato raggiunto nessun accordo. Inoltre Brescia ha affermato che nella giornata di oggi prenderà lui l’iniziativa, proponendo un testo da votare, con soglia di sbarramento al 5% ed un “diritto di tribuna”, sul quale Italia Viva si è detta contraria, per “evitare frammentazioni” e non rendere inutile la soglia di sbarramento.

C’è stato un vertice di maggioranza che è durato due ore, ma che non ha prodotto i risultati sperati da chi portava avanti la proposta. L’intesa sulla legge elettorale dovrebbe essere chiara tra PD e M5S, con Di Maio e Zingaretti che si sono incontrati nei giorni scorsi a Palazzo Chigi, tema di cui avranno discusso a lungo.

Il diritto di tribuna

La nuova proposta di Brescia, che prevede un diritto di tribuna, cioè di destinare alcuni seggi alle formazioni minori, divide la maggioranza, con Italia Viva che si oppone, spiegando che si va contro gli obiettivi della soglia di sbarramento, consentendo le frammentazioni che si vorrebbero evitare. Il testo di Brescia sarà presentato oggi, in maniera tale da poterlo votare la settimana prossima.

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