Morte Kobe Bryant, l’elicottero non aveva tutte le certificazioni

L'elicottero che ha provocato la morte di Kobe Bryant non poteva volare con la nebbia

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Sono emersi alcuni dettagli sulla compagnia che aveva in carico il trasporto e la gestione dell’elicottero privato di Kobe Bryant, che si è schiantato nei giorni scorsi, provocando la morte di nove persone, tra cui anche la figlia dell’ex campione di NBA. Secondo quanto è stato pubblicato dai media americani la compagnia non poteva volare in condizioni di precaria visibilità, come era nei giorni scorsi, con della nebbia a rendere poco visibile l’ambiente circostante.

Il mezzo, un elicottero Sikorsky S-76B era gestito da un’azienda esperta in voli aerei e che si occupava di fornire i piloti. Questa compagnia era certificata a volare solo con il volo a vista, quindi non in condizioni di non visibilità, a causa della nebbia. Questo significa che i piloti dovevano poter vedere chiaramente l’esterno del veicolo per poter volare, cosa che non era attuata nei momenti dello schianto.

Il pilota, Ara Zobayan, era abilitato al volo strumentale, ma la compagnia aerea non aveva l’autorizzazione, pur avendo gli strumenti. La formazione fornita al personale non era adeguata al volo con scarsa visibilità.

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