Spazzacorrotti, incostituzionale la validità per i vecchi reati

Giudicata illegittima la norma retroattiva della spazzacorrotti

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La Consulta ha giudicato incostituzionale la legge Spazzacorrotti, per quanto riguarda la parte retroattiva del testo, che riguardava i vecchi reati. Si tratta del provvedimento simbolo del Movimento 5 Stelle, per il quale anche il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, si era speso nei mesi scorsi, oltre a dargli il suo nome. Nei giorni in cui discute della prescrizione un altro caso da gestire per il ministro, che ha subito anche la proposta di Italia Viva di una sua sfiducia, poi successivamente esclusa.

La Consulta ha spiegato che la “stretta” voluta dalla legge non è costituzionale ed illegittima. Si tratta della rigidità sui benefici e sugli arresti domiciliari per i reati di corruzioni, che non rientravano nella “stretta” e potevano quindi godere di benefici all’interno della pena.

Per la Consulta cambiare questi benefici comporterebbe un cambiamento radicale della pena, rispetto a quella prevista al momento del reato ed è incompatibile con l’articolo 25 della Costituzione.

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