Napoli, il padre del ragazzo ucciso: “Si tratta di esecuzione”

Il padre della vittima ha accusato il carabiniere

ACQUISTI

Continuano le polemiche per la morte del giovane di 15 anni a Napoli, ucciso da due colpi di pistola esplosi da un carabiniere in borghese, che si era ritrovato vittima di una rapina armata, o almeno così pensato. Il ragazzo stava usando un’arma giocattolo, una riproduzione fedele a quelle in dotazione alle forze dell’ordine e per questo il carabiniere non ha riconosciuto la natura della pistola con la quale il giovane stava effettuando la rapina. Il militare si è difeso dicendo che stava proteggendo la sua vita e quella della sua ragazza, ma risulta indagato per eccesso colposo di legittima difesa.

Il padre del ragazzo, dopo aver distrutto il Pronto Soccorso insieme ad altri parenti, ha dichiarato che si è trattato di un’esecuzione in piena regola. Questo perché uno dei proiettili, secondo il padre, avrebbe colpito il ragazzo alla nuca. Ancora da accertare, però, la dinamica dell’incidente, con le indagini che faranno luce sul modo con il quale il carabiniere ha esploso i colpi.

spot_img

SEZIONI

spot_img
spot_img

Ultime notizie

Libri Scolastici 2022/2023 in offerta: la guida all’acquisto

Un nuovo anno scolastico è iniziato nelle classi degli studenti italiani, quello 2022/2023 che segna anche il ritorno alla...
spot_img