Coronabond, Gentiloni: “Mes light non basta, servono bond comuni”

Gentiloni si è detto a favore degli Eurobond

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Il commissario europeo agli Affari Economici, Paolo Gentiloni, è tornato sulla discussione legata agli Eurobond, rinominati “coronabond” dal premier Conte e richiesti da alcuni Paesi europei, come Spagna ed Italia, per fronteggiare l’emergenza da coronavirus. La Germania si è detta contraria fin dall’inizio, insieme all’Olanda, sul tema dei coronabond come sostegno eccezionale tramite l’emissione di titoli a garanzia europea. Nelle ultime ore sembra che anche la Francia si sia allineata alle posizioni tedesche, proponendo un Mes “light”, cioè con meno condizionalità, e dell’utilizzo della Bei, la banca d’investimenti europea. Già nei giorni scorsi la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, aveva anticipato che per fronteggiare la crisi c’era già il budget europeo, togliendo, di fatto, dal tavolo gli Eurobond.

Le misure prese dell’Unione Europea

Nonostante le polemiche del Governo italiano, con il premier Conte intervenuto in numerosi media esteri e del ministro Di Maio, che ha chiesto maggiore solidarietà, non sembra esserci l’accordo sugli Eurobond. Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha sottolineato come l’Italia non voterà a favore di un Mes “alleggerito” all’Eurogruppo di martedì prossimo.

L’Unione Europea è comunque già intervenuta con importanti misure per fronteggiare la crisi da coronavirus:

  • La Bce ha messo 750 miliardi di euro per il 2020 nel piano di acquisto titoli, con due terzi dei titoli italiani che saranno acquistati dalla Banca centrale europea.
  • Varato il piano SURE, 100 miliardi di euro per il sostegno alla disoccupazione
  • Intervento di 200 miliardi di euro della Bei per il sostegno alle imprese
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