Spagna, approvato il Reddito di Cittadinanza “vitale”

Approvato il reddito di cittadinanza in Spagna

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In Spagna è stato introdotto il reddito di cittadinanza. Era presente nel patto di governo tra Sanchez e Podemos ed è stato ora promulgato per il sostegno delle famiglie più deboli. Il nome in spagnolo è “ingreso minimo vital” e punta a coinvolgere 850 mila famiglie, per un numero complessivo di cittadini di 2,3 milioni.

Secondo quanto è emerso l’assegno mensile potrà variare da 462 euro ad un massimo di 1.015 euro, per 12 mesi, a seconda di come è composto il nucleo familiare. Una misura simile a quella già vista in Italia, dove l’importo medio è di 550 euro. Le famiglie potranno fare domanda dal prossimo 15 giugno fino al 15 settembre.

Il governo spagnolo ha stimato che ci sono un milione di famiglie senza alcun componente occupato, mentre 600 mila non hanno entrate economiche. In Spagna saranno tolti gli altri sussidi statali, accorpandoli tutti all’interno del reddito di cittadinanza “vitale”. Il costo totale della misura è di 3 miliardi di euro, meno dei 7 finanziati in Italia.

I paletti per accedere

Anche in Spagna ci saranno paletti per l’attribuzione, con l’età che diventa un parametro: si può richiedere dai 23 anni ai 65 anni, con la soglia che si abbassa a 18 anni se sono presenti minori in famiglia. Inoltre si richiede la residenza in Spagna per un anno, a differenza dell’Italia che ne chiede dieci.Bisogna essere iscritti alle liste di collocalmento o aver versato almeno un anno di contributi.

Soglia di reddito

Si parte da 16 mila euro di massimo per una persona singola, fino a 43 mila euro per un nucleo familiare da quattro componenti. Inoltre il patrimonio netto non deve superare di tre volte il reddito annuale e ci si affiderà al reddito 2019.

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