Ecobonus 110%, ecco come funziona lo sconto per i lavori in casa del decreto Rilancio

Sconto del 110 per cento sugli importi dei lavori edilizi o di ristrutturazione

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Nel decreto Rilancio approvato e finito in Gazzetta Ufficiale nelle ultime settimane ha fatto molto scalpore l’ecobonus al 110 per cento inserito per finanziare il mondo dell’edilizia e delle ristrutturazioni. Grazie ad incentivi proposti dal Governo e che saranno a disposizione delle famiglie italiane, sarà possibile effettuare lavori per migliorare l’efficienza energetica senza pagare nulla a livello netto, utilizzando il super sconto dal 110% dell’ecobonus. Non si tratta, però, di soldi che arriveranno direttamente sul conto corrente del cittadino, o come rimborso, ma tramite una detrazione da utilizzare durante la dichiarazione dei redditi e pagare così meno tasse.

Questa misura ha finalità anche di incentivare il lavoro ed i cantieri, di conseguenza la crescita economica dell’Italia, in crisi dopo il lockdown da Covid-19 e che non sembra riprendersi del tutto con l’allentamento delle misure.

C’è il rischio che alcune aziende possano “gonfiare” i preventivi e sfruttare questa misura per incassare di più rispetto ad una situazione standard. Secondo quanto è scritto nel decreto l’impresa che ha effettuato la ristrutturazione potrà “rivendere” il credito d’imposta alle banche, riuscendo ad ottenere subito la somma.

Come funziona l’Ecobonus 2020 dal 110%

Erano già presenti degli incentivi simili per le ristrutturazioni in Italia, tra cui il bonus casa, con detrazione fino al 50% per risparmio energetico ed utilizzo di fonti rinnovabili, e gli ecobonus fino all’85% a seconda dell’intervento.

Ora si sono potenziati questi bonus con il decreto Rilancio del 19 maggio 2020, portandoli fino al 110 per cento, validi per le spese sostenute dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021. La detrazione sarà suddivisa in cinque quote annuali, dallo stesso importo.

Questi sono gli interventi che sono possibili con l’ecobonus 2020:

  • Isolamento termico: da effettuare sulle superfici opache verticali e orizzontali di un edificio. Il bonus è variabile a seconda della spesa, che non può superare i 60 mila euro, moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio.
  • Sostituzioni impianti climatizzazione: da effettuare anche nelle parti comuni degli edifici. Tetto di spesa a 30 mila euro da moltiplicare per le unità immobiliari dell’edificio. Comprende anche lo smaltimento dell’impianto sostituito
  • Sostituzione impianti climatizzazione: da effettuare su edifici unifamiliari. La spesa non deve essere superiore a 30 mila euro. Comprende anche lo smaltimento.
  • Miglioramento energetico: installazione pannelli solari, finestre per il risparmio energetico e pavimenti. Deve essere svolto insieme ad uno tra isolamento termico e sostituzione impianti climatizzazione.

A chi sono destinate le detrazioni

Questi bonus possono essere richiesti da:

  • Condomini
  • Persone fisiche
  • Case popolari
  • Cooperative

Alternative alla detrazione

Per chi non volesse la detrazione fiscale, ci sono delle strade alternative alle quali si può fare affidamento:

  • Sconto in fattura: viene effettuato uno sconto sull’importo dovuto alla ditta che ha effettuato i lavori. L’impresa recupera lo sconto come credito d’imposta, potendo poi cederlo a banche per ottenere subito il finanziamento
  • Credito d’imposta: si può trasformare la detrazione in credito d’imposta, da poter poi rivendere alle banche
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