Mafia capitale, Cassazione: “Non era mafia, ma associazione a delinquere”

Non fu mafia per la Cassazione

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Sono state pubblicate le motivazioni della sentenza del processo “Mondo di mezzo”, che ha visto come ruolo centrale quello di Massimo Carminati, finito nello scandalo ridefinito “Mafia Capitale”. Secondo la Cassazione, però, Carminati non era il fulcro con altri criminali mafiosi: “Nessun ruolo era gestito da Carminati, le relazioni con gli amministratori era compito esclusivo di Salvatore Buzzi, mentre il primo aveva relazioni solo con suoi ex commilitoni della stessa area politica”. Questa la decisione della Corte Suprama, che ha escluso i reati di mafia, come ipotizzato da alcuni giudici, che avevano parlato di “contatti significativi” con i clan Senese, Casamonica e Santapaola.

Salvatore Buzzi appare essere la figura di mediazione all’interno delle istituzioni, come Dipartimenti, Municipi ed altri servizi di Roma Capitale. Sono stati confermati affidamenti diretti a favore della cooperativa gestita dallo stesso Buzzi, in ostacolo alla libera concorrenza. “Buzzi grazie a scambi di favore a politici sia della sua area politica di riferimenti, sia di quella opposta, riusciva ad ottenere l’affidamento dei servizi ed ottenere finanziamenti pubblici”, questo quanto scrive la Corte Suprema nella sentenza.

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