Nantes, ha confessato il volontario fermato per l’incendio della cattedrale

Ha confessato il volontario di 39 anni originario del Ruanda

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Il volontario fermato poche ore fa per l’incendio alla cattedrale di Nantes ha confessato di aver appiccato volontariamente il fuoco, con tre inneschi all’interno della cattedrale. Secondo quanto è emerso, l’uomo, originario del Ruanda, aveva difficoltà col rinnovo del permesso di soggiorno. Il suo legale ha riferito che l’uomo “era pieno di rimorsi” e la confessione è stata liberatoria. Era stato arrestato una seconda volta poche ore fa, dopo essere stato rilasciato nei giorni scorsi per mancanza di prove.

La Procura di Nantes aveva dichiarato fin da subito che si stava seguendo la pista dolosa, con il volontario che era apparso fin da subito il primo indiziato. Il volontario aveva avuto il compito di chiudere il portone ed aveva le chiavi della cattedrale.

L’uomo si è detto “pentito” di quanto accaduto, confermando le ipotesi del procuratore di Nantes, che aveva parlato di tre fuochi all’interno della chiesa: due agli organi ed uno al quadro elettrico. Il movente rimane ancora non chiarito, ma ora l’uomo rischia 10 anni di carcere e 150 mila euro di multa.

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