Pensioni, ultime novità: Quota 41 per tutti, la Cgil è favorevole dal 2022

Quota 41 per tutti sembra convincere i sindacati per il dopo Quota 100

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Sul tema delle pensioni e della riforma della pensione anticipata il governo sta già lavorando per il dopo Quota 100, che scadrà nel 2021 e che lascerà la riforma Fornero dal 2022, uno scenario che sembra spaventare molti cittadini. Infatti ci potrebbe essere un nuovo caso “esodati”, con persone che in un anno vedrebbero cambiare le condizioni per andare in pensione anticipata con uno scaglione di cinque anni. Oggi è possibile andare in pensione a 62 anni di età (con 38 anni di contributi) sfruttando Quota 100, mentre dal 2022 tornerebbero i requisiti della legge Fornero, innalzando così la soglia ai 67 anni di età.

Il governo ha già annunciato che Quota 100 non verrà rinnovata dopo la fine del triennio di “sperimentazione”, per questo servirà una nuova legge per evitare di tornare alla legge Fornero, non molto amata dai cittadini. Quota 100 era stata oggetto di discussione anche durante il Consiglio europeo per il Recovery Fund, con le critiche dall’Olanda per l’enorme spesa pensionistica che l’Italia aveva confermato negli ultimi anni, generando non poche polemiche.

Quota 41 per tutti: la Cgil è d’accordo

Un primo passo per le pensioni dal 2022 sembra arrivato dalla Cgil, che con Daniela Barbaresi, segretaria generale per la regione Marche, ha aperto alla possibilità di sostenere Quota 41 per tutti (qui un articolo per spiegare la riforma), una proposta portata avanti anche dalla Lega lo scorso anno, con Claudio Durigon che ne era promotore.

Questa misura prevederebbe una pensione anticipata per tutti i cittadini con 41 anni di contributi, togliendo il requisito anagrafico che ora sussiste con Quota 100.

Proroga di Opzione Donna e Ape Social

Per il 2022 si sta già pensando alla proroga di Opzione Donna e di Ape Social, le due misure “complementari” a Quota 100 che sono state molto sfruttate dai cittadini negli ultimi anni. Per quanto riguarda Opzione Donna, il CODS (Comitato Opzione Donna Social) chiede da anni la proroga almeno fino al 2023, per dare uno sguardo al futuro ed evitare i rinnovi annuali che vanno avanti dalla sua introduzione. Opzione Donna permette di andare in pensione con 58 anni di età (59 per le autonome) e 35 anni di contributi.

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