Pensioni anticipate Quota 100, ultime news 20 agosto: il Governo pensa a Quota 41 con riduzione degli assegni Inps

Il governo sta studiando come sostituire Quota 100 dal 2021

ACQUISTI

Il Governo sta studiando le possibili alternative a Quota 100, la riforma delle pensioni su base triennale che scadrà il prossimo anno nel 2021 e non sarà rinnovata, come ripetuto più volte da esponenti dell’esecutivo, a partire dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Una delle proposte che è arrivata dai sindacati con la Cgil in prima linea è quella di Quota 41 per tutti, una misura per la pensione anticipata che è già in vigore per i lavoratori precoci e potrebbe essere estesa a tutti i lavoratori.

Quota 100 costa oltre 5 miliardi l’anno

Al momento l’errore che il governo non vuole ripetere riguarda i costi della riforma pensioni di Quota 100, che costa 5 miliardi di euro l’anno e al 2028 era stimata con un costo di decine di miliardi (45 miliardi a causa dell’effetto trascinamento).

Nelle ultime settimane la Cgil aveva ipotizzato un risparmio di 7 miliardi rispetto a quanto inizialmente stimato dal primo Governo Conte su Quota 100, a causa del flop delle richieste, soprattutto quest’anno con crisi da coronavirus.

Quota 41 per tutti con penalizzazioni

La soluzione verso la quale il governo sembra essere indirizzato è quella di Quota 41 per tutti (qui un articolo sui requisiti attuali), cioè togliendo il requisito anagrafico e consentendo a tutte le persone con 41 anni di contributi di andare in pensione anticipata.

Oggi la Legge Fornero, alla quale si tornerà nel 2022, permette di andare in pensione con 63 anni e 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, ma con dei paletti anche sul reddito da percepire, oltre che con una penalizzazione di un punto percentuale per ogni anno di anticipo rispetto ai 67 di pensione di vecchiaia.

Con Quota 41 per tutti sarà possibile andare in pensione a 60 anni, qualora si raggiungano i 41 anni di contributi. Questo però a fronte di una penalizzazione degli assegni erogati dall’Inps, in maniera tale da non ritrovarsi con lo stesso problema di Quota 100, con i costi elevati.

I costi di Quota 41

Nel caso di un’uscita senza penalizzazioni, il costo della riforma Quota 41 potrebbe essere superiore a quello di Quota 100, tenendo presente le statistiche democrafiche ci potrebbe essere un costo di 12 miliardi all’anno, non sostenibile dal bilancio dello Stato.

Per ovviare a questo problema è possibile inserire delle penalizzazioni per chi ha contributi antecedenti alla riforma Dini del 1996, che trasforma il regime retributivo in contributivo. Significa rinunciare alla quota retributiva alla quale si avrebbe diritto, per andare in pensione anticipata. In questo caso non ci sarebbe un costo per lo Stato, visto che i lavoratori andrebbero a prendere in proporzione a quanto versato, con il rischio di forti tagli agli assegni.

spot_img

SEZIONI

spot_img
spot_img

Ultime notizie

Coronavirus Lombardia, tutti i dati di oggi 6 maggio

I dati di oggi 6 maggio sul coronavirus in Lombardia sono stati forniti dalla Regione. Nelle prossime ore verrà...
spot_img