Pensioni anticipate 2021, la fine di Quota 100 e le alternative allo studio

Tutte le possibilità per la sostituzione di Quota 100

ACQUISTI

Con l’arrivo del 2021 è iniziato anche l’ultimo anno di sperimentazione di Quota 100, con la possibilità di andare in pensione anticipata che è attiva dal 2019 ed è stata utilizzata da centinaia di migliaia di persone.

Le critiche più frequenti alla riforma pensioni messa a punto dal primo Governo Conte, voluta dalla Lega di Salvini, riguardano il fallimento sugli obiettivi di turn-over dei lavoratori. Spesso Quota 100 è stata utilizzata da lavoratori pubblici per andare in pensione anticipata e non c’è stato un ricambio generazionale, causando anche problemi, come nel caso dei docenti e dei medici.

Anche nel settore privato gli obiettivi iniziali di un lavoratore per ogni tre uscite è distante da quanto accaduto. La riforma pensioni Quota 100 è comunque stata apprezzata dalla popolazione, riuscendo a mettere da parte per tre anni la riforma Fornero, che porta a 67 anni il limite per andare in pensione.

Con Quota 100 era possibile andare in pensione a 62 anni di età e 38 anni di contributi, senza penalizzazioni. Il costo per lo Stato si aggira sui 20 miliardi al 2028, per via del trascinamento delle misure.

Le alternative a Quota 100

Nonostante si vogliano abbassare i costi per il bilancio dello Stato, è difficile che si torni alla riforma Fornero dal 2022, visto che si creerebbe uno scalone di 5 anni per chi resta escluso da Quota 100.

Ci sono allo studio diverse possibilità per aggirare questo problema.

Ape Social

Una delle possibilità è quella di rendere strutturale l’Ape Social, magari estendendo le categorie di “lavori gravosi” per renderlo attivabile da un maggior numero di persone. In questo caso si tratta di pensione anticipata a 63 anni, con una penalizzazione di 2-3% per ogni anno di anticipo rispetto ai 67 anni della legge Fornero.

Opzione Donna

Per le lavoratrici si potrebbe rendere strutturale Opzione Donna, la riforma delle pensioni anticipate che consente di andare in pensione a 58 anni di età e 35 anni di contributi per le donne.

Intanto la riforma Opzione Donna è stata rinnovata per il 2021 all’interno della legge di Bilancio, ma per il prossimo anno potrebbe diventare strutturale e sostituire Quota 100, almeno per quanto riguarda le lavoratrici.

Con Opzione Donna si subisce una penalizzazione dell’assegno mensile, con i contributi retributivi che vengono trasformati in regime contributivo.

Quota 41 per tutti

Nella legge di Bilancio 2020 viene inserito anche il rinnovo per Quota 41 precoci, una riforma pensioni che consente di andare in pensione se si hanno 12 mesi di contributi versati prima del 19esimo anno di età.

Una delle possibilità è di rendere per tutti la riforma Quota 41, in maniera tale da poter andare a 41 anni di età in pensione. Si tratterebbe di un trattamento migliore rispetto a Quota 100, dunque è possibile che venga inserita una penalizzazione per ogni anno di anticipo del 2-3%, per evitare il lievitare dei costi per lo Stato.

spot_img

SEZIONI

spot_img
spot_img

Ultime notizie

Coronavirus, Bollettino Protezione Civile 7 maggio: 10 mila casi positivi e 207 morti

I dati di oggi 7 maggio sul coronavirus in Italia sono stati forniti dalla Protezione Civile via web. Nei...
spot_img