Riforma Pensioni 2021, le nuove proposte del governo: Quota 92 e scivolo per i dipendenti pubblici

Tre possibili riforme delle pensioni del 2021

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Con l’avvicinarsi del 2022 si continuano a sovrapporre le voci sulla nuova riforma delle pensioni, che andrà a sostituire Quota 100, in scadenza alla fine dell’anno, come anticipato nei mesi scorsi. Il Governo Draghi vuole evitare la creazione di un nuovo scalone di cinque anni per chi non riuscirà ad usufruire di Quota 100 nel 2022, passando dunque ai requisiti della Legge Fornero, più severi.

Una delle proposte arrivate nelle ultime settimane è quella di Graziano Delrio, ex ministro in quota PD, che ha pubblicato un tweet su Quota 92, un’evoluzione di Quota 100 per le categorie più fragili.

Cos’è Quota 92 e a chi è rivolta?

Questa riforma delle pensioni è destinata alle categorie di lavoratori più fragili, come già accade con Ape Social, e consentirà di andare in pensione anticipata a 62 anni di età e 30 anni di contributi. Inoltre questa misura sarebbe anche destinata alle donne, in maniera da andare a sostituire Opzione Donna, attualmente in vigore per le lavoratrici che vogliono andare in pensione anticipata (58 anni di età e 35 anni di contributi).

Nella proposta di Delrio è prevista anche una penalizzazione del 3% per ogni anno di anticipo rispetto ai 67 anni della Legge Fornero. Significa che chi volesse andare in pensione anticipata a 62 anni, avrebbe una penalizzazione del 15% sull’assegno mensile.

Scivolo pensionistico per i dipendenti pubblici

Un’altra proposta arrivata dal ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, riguarda il ripristino del turnover e di conseguenza uno scivolo pensionistico per rendere più appetibile la pensione anticipata dei dipendenti pubblici.

Brunetta ha parlato di dipendenti con “professionalità non più adeguate” e con un’età vicina alla pensione, ai quali sarà data l’opportunità di andare in pensione anticipata. In questo caso non è stata specificata un’età anagrafica precisa per la proposta di riforma delle pensioni.

Quota 102, una delle più probabili

Una terza possibilità di riforma delle pensioni è quella di Quota 102, sulla stessa linea di Quota 100, ma con un innalzamento dell’età anagrafica necessaria a 64 anni, rispetto ai 62 anni attuali. Anche in questo caso si parla di una penalizzazione del 3% annuo per ogni anno di anticipo rispetto ai 67 anni della Legge Fornero.

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