Riforma Pensioni 2021, come verrà sostituita Quota 100 e quali sono le alternative

Il Governo dovrà approvare una riforma pensioni entro la fine del 2021

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Il Governo Draghi dovrà a breve presentare una sua proposta per la riforma delle pensioni, che andrà a sostituire Quota 100 in scadenza quest’anno. Qualora il Governo non approvasse alcuna riforma, si tornerebbe alla Legge Fornero dal 2022, con uno scalone possibile di cinque anni per il passaggio da Quota 100, da 62 a 67 anni di età per la pensione anticipata.

La Lega ha presentato nei mesi scorsi il Ddl 2855, per consentire di andare in pensione anticipata con Quota 41, cioè senza considerare gli anni di età, ma solo quelli legati ai contributi versati. La proposta non è piaciuta ai sindacati, a causa delle penalizzazioni corpose che sono state inserite nel testo, fino al 3% per ogni anno di anticipo rispetto ai 67 della riforma Fornero.

Quota 41 per tutti

Questa riforma delle pensioni rimane la più probabile per il prossimo anno, con un meccanismo simile a quanto accade già con Opzione Donna e Ape Social, cioè con la trasformazioni dei contributi da regime retributivo a contributivo. L’assegno finale subirà delle perdite rispetto a quanto si potrebbe prendere con la pensione “piena” a 67 anni di età, ma darebbe la possibilità ai cittadini di uscire prima dal mondo del lavoro.

La proposta si basa su una legge già in vigore, “Quota 41 precoci”, che consente già oggi di andare in pensione a 41 anni di età per tutti i lavoratori che hanno 12 mesi di contributi registrati prima del 19esimo anno di età.

Opzione Donna

Un’altra delle proposte che vengono fatte riguarda la resa strutturale di Opzione Donna, attualmente prorogata di anno in anno e che consente alle lavoratrici di andare in pensione con 58 anni di età e 35 anni di contributi.

Anche in questo caso si attua una trasformazione dei contributi da regime retributivo a contributivo, con conseguente perdita nell’assegno finale.

Ape Social

Arrivata anche la proposta di estendere l’attuale misura Ape Social, che permette di andare in pensione anticipata a 63 anni per i lavori “più gravosi”. Possono essere estese le categorie di lavoratori per i quali è prevista la riforma.

Mantenere Quota 100 per i lavori usuranti è un’altra delle proposte che sono uscite dal Parlamento, anche se al momento non ci sono bozze di testo arrivate in Aula.

Raccomandazioni dal Consiglio Europeo

In generale il Governo Draghi dovrà tener presente le raccomandazioni del Consiglio Europeo, che il 9 luglio 2019 ha chiesto all’Italia di “ridurre il peso delle pensioni nella spesa pubblica e creare margini per altra spesa sociale”. In quest’ottica è molto probabile che qualsiasi riforma venga approvata entro la fine dell’anno, vi siano corpose penalizzazioni del 15-20% sull’assegno finale, in maniera tale da renderla sostenibile a livello di bilancio.

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