Riforma Pensioni 2021, ultime notizie sul ruolo di Elsa Fornero nel Governo: i dubbi su Quota 100

La riforma delle pensioni del 2021 dovrebbe essere approvata nei prossimi mesi

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Ha fatto molto scalpore negli ultimi giorni la notizia dell’entrata nel Governo, come consulente gratuito, dell’ex ministra del Lavoro, Elsa Fornero. Sui social network sono aumentati i messaggi contrari a questa decisione da parte del Governo, che sta studiando le alternative a Quota 100 per il 2022 ed il ruolo della Fornero potrebbe portare a nuove soluzione da adottare.

Elsa Fornero è stata scelta come consulente da Bruno Tabacci, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, facendo partire le polemiche per il ruolo che l’ex ministra potrebbe avere nella riforma delle pensioni del prossimo anno.

Quota 100 scade nel 2021

Il Governo ha più volte chiarito che la riforma delle pensioni di Quota 100 non verrà rinnovata per il 2022 e dunque si dovrà cercare una nuova modalità di pensione anticipata per chi rimarrà fuori dal prossimo anno.

La riforma Fornero prevede che l’età anagrafica necessaria per la pensione è di 67 anni, che era stata abbassata a 62 anni con 38 di contributi dalla riforma Quota 100. Per chi dal prossimo anno non usufruirà di Quota 100 il Governo potrebbe approvare una nuova riforma delle pensioni per evitare lo scalone di 5 anni che si verrebbe a creare a partire dal 2022.

Le alternative a Quota 100

Le alternative a Quota 100 sono state discusse negli ultimi mesi e parlano sempre di una penalizzazione dell’assegno mensile, come avviene oggi con Opzione Donna o con Ape Social.

Su questa posizione sembra convergere anche Elsa Fornero, nelle ultime interviste rilasciate ai quotidiani nazionali.

Quota 100 con penalizzazioni

Una delle possibilità è quella di avere sempre Quota 100 ma con delle penalizzazioni per ogni anno di anticipo rispetto all’età anagrafica di 67 anni richiesta dalla riforma Fornero.

Nelle ultime settimane si era parlato di un 3% di penalizzazione, che con 5 anni di anticipo farebbe abbassare l’assegno pensionistico del 15%.

Opzione Donna strutturale

Una delle proposte del Governo è quella di rendere strutturale Opzione Donna, che attualmente consente di andare in pensione con 58 anni di età e 35 anni di contributi per le lavoratrici. La riforma è approvata annualmente da alcuni anni, per il problema legato alle direttive europee in fatto di pensione anticipata.

Il costo per lo Stato sarebbe inferiore a Quota 100, attualmente si parla di un miliardo di euro l’anno per far andare in pensione le lavoratrici con la pensione anticipata.

Quota 102 con penalizzazioni

Un’altra possibilità è quella di cambiare l’attuale riforma delle pensioni introducendo Quota 102, che consentirebbe di andare in pensione a 64 anni di età anagrafica e 41 anni di contributi, per abbassare i costi di Quota 100 si alzerebbe di due anni la soglia per andare in pensione.

Anche in questo caso si parla di possibili penalizzazioni dell’assegno mensile per ogni anno di anticipo rispetto ai 67 anni di età anagrafica.

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