La donazione ai figli è uno strumento scelto da tanti genitori per anticipare il trasferimento di beni. Puoi trasferire immobili, denaro o altri valori senza attendere la successione. Ma fino a che cifra puoi donare senza che il Fisco chieda tasse?
Qual è il limite massimo per le donazioni ai figli senza tasse?
La legge italiana prevede una soglia molto precisa: puoi donare fino a 1 milione di euro per ogni figlio senza pagare imposte di donazione. Questo limite è stabilito dall’articolo 2, comma 48 della Legge n. 383/2001. La soglia si applica a ciascun figlio, quindi hai la possibilità di donare 1 milione a ciascuno, anche nello stesso periodo.
Rientrano nel conteggio sia le donazioni di denaro che quelle di beni immobili o mobili registrati (come auto di lusso, quadri, azioni). Ogni donazione cumulata nel tempo si somma per il calcolo del limite: se effettui più donazioni nel corso degli anni, il totale non deve superare 1 milione per mantenere l’esenzione dalle tasse.
Quali sono le conseguenze fiscali superato il limite?
Una volta superato il limite massimo donazione ai figli di 1 milione di euro, il Fisco applica un’imposta di donazione. La percentuale è del 4% sulla parte eccedente il milione, sempre considerando il singolo beneficiario. Ad esempio, se doni 1,2 milioni a tuo figlio, i primi 1.000.000 sono esenti, sui restanti 200.000 euro paghi il 4% di imposta.
Oltre all’imposta di donazione, per i beni immobili si aggiungono le imposte ipotecarie e catastali, che hanno un costo fisso di 200 euro ciascuna, se la donazione avviene tra genitori e figli. Questo vale anche per la cosiddetta “prima casa”, che gode di ulteriori agevolazioni se tuo figlio non possiede altri immobili.
Come si possono sfruttare le agevolazioni fiscali per le donazioni?
Puoi beneficiare di alcune agevolazioni fiscali donazioni se rispetti le regole della legge. Oltre all’esenzione sotto il milione, per la donazione di immobili adibiti a prima casa da parte del figlio, sono previste imposte ridotte. In questo caso, le imposte ipotecaria e catastale restano a 200 euro ciascuna, senza imposta di registro proporzionale.
Attenzione: se doni un immobile che il figlio utilizzerà come prima casa, serve che lui abbia i requisiti previsti dalla normativa (non possedere altri immobili ad uso abitativo nello stesso Comune, non aver già usufruito delle agevolazioni per la prima casa in passato). Le donazioni tra parenti in linea retta (genitori-figli, nonni-nipoti) sono le più avvantaggiate sul piano fiscale.
Per le somme di denaro, il trasferimento tramite bonifico bancario o assegno non richiede tassazione se rientri nel limite, ma è sempre consigliabile tracciare il passaggio per motivi di trasparenza verso il Fisco.
Quali documenti sono necessari per effettuare una donazione ai figli?
Se vuoi donare una somma di denaro, puoi farlo con un semplice bonifico o assegno. Tuttavia, se la cifra è importante o riguarda beni immobili, serve un atto pubblico redatto da un notaio. L’atto viene poi registrato e trascritto presso i registri immobiliari per garantire la validità della donazione.
Per la donazione di immobili, occorrono:
- Atto pubblico notarile
- Documenti di identità di donante e donatario
- Documentazione catastale dell’immobile
- Certificato di destinazione urbanistica (se necessario)
- Eventuale dichiarazione di destinazione “prima casa” da parte del figlio
Per la donazione di denaro, la tracciabilità è fondamentale: conserva sempre copia del bonifico o dell’assegno, specificando nella causale che si tratta di donazione. Puoi anche predisporre una scrittura privata, ma per somme elevate è consigliabile passare dal notaio.
Quando il Fisco può indagare sulle donazioni?
Il Fisco può chiedere spiegazioni se nota movimenti di denaro rilevanti sui conti correnti, specialmente se la provenienza non è chiara o non c’è tracciabilità. È buona prassi indicare sempre la causale precisa e, per evitare contestazioni future, affidarsi a un atto notarile per donazioni importanti.
Le donazioni tra coniugi e altri parenti: limiti e aliquote
Le stesse regole sui limiti si applicano anche alle donazioni tra coniugi, con la soglia di 1 milione di euro a testa. Per altri parenti, come fratelli o nipoti, il limite scende a 100.000 euro e l’aliquota sale al 6%. Per chi non è parente, non ci sono soglie di esenzione e l’aliquota può arrivare all’8%.
Le regole sono diverse anche per soggetti portatori di handicap: la soglia di esenzione sale a 1,5 milioni di euro.
Riepilogo pratico: quanto si può donare ai figli senza tasse
- Fino a 1.000.000 euro a ciascun figlio: nessuna imposta di donazione.
- Sulla parte eccedente: 4% di imposta.
- Per immobili: imposte ipotecaria e catastale fisse a 200 euro.
- Prima casa: agevolazioni aggiuntive, se il figlio ha i requisiti.
- Per altre donazioni tra parenti (non figli): limiti e aliquote differenti.
Conclusioni
La donazione ai figli è uno strumento potente per la pianificazione familiare e patrimoniale. Conoscere il limite massimo donazione ai figli ti aiuta a evitare sorprese fiscali e pianificare con serenità il futuro dei tuoi cari. Segui le regole, traccia sempre i trasferimenti e valuta la consulenza di un notaio per le donazioni più rilevanti.
Massimo Parisi
Dottore Commercialista, Revisore Legale dei Conti
Dottore Commercialista e Revisore Legale iscritto all'ODCEC di Torino dal 2009. Gestisce uno studio associato specializzato in fiscalità d'impresa, successioni e pianificazione patrimoniale. Consulente per PMI e professionisti su agevolazioni fiscali, bonus edilizi e adempimenti tributari. Autore di articoli per riviste di settore e relatore presso associazioni di categoria.





